La presenza della Croce Rossa Italiana a Domodossola affonda le proprie radici nel 1887, quando nacque il primo comitato con finalità di assistenza sanitaria, in un contesto storico privo di un sistema sanitario nazionale strutturato.

Già nei primi decenni del Novecento l’attività risultava intensa e organizzata: dalle grandi manovre del 1907 con l’allestimento di un ospedale da campo, fino alla Prima Guerra Mondiale, quando venne attivato un ospedale territoriale presso il San Biagio.

In questo periodo si svilupparono anche iniziative fondamentali di supporto alla popolazione e ai militari, come la formazione sanitaria, l’assistenza alle famiglie dei richiamati, la raccolta di materiali e viveri per il fronte e l’istituzione dell’Ufficio Notizie, tra i primi in Piemonte. Figura centrale di questa fase storica fu Ida Braggio, protagonista instancabile dell’azione umanitaria locale per oltre trent’anni.

“Bisogna avere il coraggio di aiutare il prossimo, anche quando nessuno ti osserva. La vera umanità si misura nei gesti silenziosi di solidarietà.”

Henry Dunant

Durante il secondo conflitto mondiale e nel periodo della Resistenza, la Croce Rossa di Domodossola continuò a garantire assistenza a militari e civili, contribuendo anche all’evacuazione di numerosi bambini verso la Svizzera dopo la caduta della Repubblica dell’Ossola.

Con il dopoguerra e il successivo sviluppo economico, l’Associazione entrò in una nuova fase organizzativa che culminò nel 1966 con la costituzione del Sottocomitato locale.

Da quel momento si consolidarono servizi essenziali per il territorio, come il trasporto sanitario e le attività di emergenza, affiancati da iniziative di solidarietà nazionale, tra cui il supporto alle popolazioni colpite dall’alluvione di Firenze del 1966.

Questo percorso testimonia una continuità operativa e valoriale che ancora oggi rappresenta il fondamento dell’azione della Croce Rossa a Domodossola.