Un momento intenso e ricco di significato ha aperto, nel pomeriggio del 15 Maggio scorso, a Palazzo Rosmini, il convegno dal titolo “L’arresto cardiaco: le manovre salvavita”, organizzato dall’associazione Il Nuovo Mosaico in collaborazione con la Croce Rossa Italiana Comitato di Domodossola e con gli Amici del Cuore, nell’ambito delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Croce Rossa Italiana Comitato di Domodossola.
Ad aprire l’incontro è stata la consegna di un riconoscimento speciale ai rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri: un calco raffigurante un cuore, simbolo concreto del valore della tempestività e della preparazione negli interventi di emergenza. A ritirarlo il comandante provinciale dei Carabinieri insieme ai due militari della stazione di Gravellona Toce che, nei mesi scorsi, sono riusciti a salvare una persona colta da arresto cardiaco grazie all’utilizzo del Dae, il defibrillatore semiautomatico.
Un episodio che ha rappresentato la testimonianza più autentica del messaggio centrale del convegno: conoscere le manovre salvavita può fare la differenza tra la vita e la morte.
A portare il saluto della Croce Rossa Italiana Comitato di Domodossola è stato il presidente Jonathan Zaccaria, che ha sottolineato il valore del sessantesimo anniversario del Comitato e l’importanza di continuare a investire nella formazione e nella diffusione di competenze essenziali per affrontare le emergenze nei primi minuti, quelli più decisivi.
“Continuare a investire nella formazione significa rendere ogni cittadino più consapevole e pronto ad agire. Nei primi minuti di un arresto cardiaco, la preparazione può davvero salvare una vita.”
— Jonathan Zaccaria, presidente della Croce Rossa Italiana Comitato di Domodossola
Numerosi e qualificati gli interventi che hanno arricchito il pomeriggio di approfondimento.
Il dottor Alessandro Lupi, direttore della Cardiologia dell’Asl Vco, ha affrontato il tema dell’arresto cardiaco soffermandosi sulle cause, sulla prevenzione e sull’importanza della diagnosi precoce e della conoscenza dei fattori di rischio.
Il dottor Fabrizio Lodo, direttore di Anestesia e Rianimazione dell’Asl Vco, ha invece illustrato il ruolo fondamentale della rianimazione e della gestione dell’emergenza in ambito ospedaliero, evidenziando quanto sia determinante la continuità dell’intervento tra il soccorso sul territorio e le cure avanzate.
Ampio spazio anche al tema dello sport e della prevenzione grazie all’intervento del dottor Giulio Clerici, medico dello sport noto a livello nazionale, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza della presenza dei defibrillatori nei luoghi pubblici e negli impianti sportivi, ma soprattutto sulla necessità che sempre più cittadini siano formati e pronti a utilizzarli senza esitazione.
Particolarmente significativo anche il contributo del dottor Andrea Audo, direttore della Cardiochirurgia di Alessandria, che ha illustrato le più moderne tecniche oggi disponibili nella medicina d’urgenza, tra cui i sistemi di supporto extracorporeo alla circolazione. Tecnologie avanzate che, tuttavia, non sostituiscono il primo e fondamentale anello della catena della sopravvivenza: l’intervento immediato sul posto.
La presentazione e il coordinamento dei lavori sono stati affidati al dottor Fabrizio Comaita, responsabile dell’associazione Il Nuovo Mosaico, in sostituzione del professor Mario Sgrò, impossibilitato a partecipare. A moderare il convegno è stata la dottoressa Daniela Kozel, direttore sanitario aziendale dell’Asl Vco.
Durante l’incontro, gli istruttori della Croce Rossa Italiana Comitato di Domodossola hanno inoltre mostrato al pubblico le corrette manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore, ribadendo un concetto fondamentale: l’arresto cardiaco può colpire chiunque e in qualunque luogo, e la sopravvivenza dipende spesso dai primissimi minuti.
Per questo motivo, la diffusione delle manovre salvavita e la conoscenza del Dae devono diventare un patrimonio condiviso e accessibile a tutta la comunità.
Foto: Foto Tancredi – Piedimulera







